IL 185° REGGIMENTO PARACADUTISTI

 

RICOGNIZIONE ACQUISIZIONE OBIETTIVI

 

IERI E OGGI…

 

IL R.R.A.O.

Toppa della qualifica Acquisitore ObiettiviIl Reggimento Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi, in breve R.R.A.O, fa parte del Comando FS/FOS ed è “l’unico” reparto della Forza Armata nella propria specificità. Un reparto la cui componente operativa è costituita totalmente da Acquisitori, uomini che lavorano in piccoli nuclei e che sono in grado di operare in condizioni di assoluto isolamento, in completa autonomia, capaci di vivere, muovere e combattere in qualunque ambiente, in contesti non permissivi ed altamente ostili. In grado di condurre operazioni di infiltrazione occulte oltre le linee nemiche per osservare consistenza ed entità delle forze nemiche, acquisire obiettivi e dirigere il fuoco di qualsiasi sorgente (aerea, navale e terrestre) per la loro neutralizzazione. I compiti degli Acquisitori vanno dal livello strategico a quello tattico, pertanto altamente delicati e difficili; si parla infatti di missioni non convenzionali, riservate a personale altamente addestrato ed equipaggiato. Tutto questo può essere realizzato grazie ad una preparazione tecnica psico-fisica che non si limita al periodo formativo, ma continua anche durante la vita operativa. Motivazione, resistenza, intelligenza tattica, adattabilità ed equilibrio psico-fisico in condizioni di fortissimo stress, sono le caratteristiche degli Operatori del Reggimento, che hanno permesso al RRAO, in soli 13 anni di vita, di ricevere il plauso e l’apprezzamento da parte degli alti vertici militari nazionali e NATO. In sintesi, gli Acquisitori sono uomini dai grandi valori che operano nell’ombra, e non a caso il motto del RRAO è “VIDERE NEC VIDERI” ovvero “vedere senza essere visti”.

LA FORMAZIONE

La formazione di un Acquisitore è un processo continuo e pieno di sacrifici, ma che allo stesso tempo dà al soldato gratificazioni personali; soddisfatto dei risultati ottenuti durante il suo iter, l’allievo vive in uno stato di adrenalina costante che gli permette di conoscere i propri limiti  e quindi esaltare  le proprie capacità. Il corso viene effettuato in gran parte in Toscana, nella caserma Carlo Pisacane di Livorno. Si raggiunge il R.R.A.O. a seguito dell’OBOS (Operatore Basico per Operazioni Speciali)*, che si svolge presso il RAFOS nella caserma Vannucci di Livorno. Dopo le prime selezioni fisiche ed il tirocinio, si passa al vero e proprio corso OBOS*, identico per tutti i reparti: “Acquisitori” , “Incursori”, “Ranger” e “R.E.O.S.”, il quale una volta terminato, consentirà ai corsisti di raggiungere il reparto scelto. La Compagnia Corsi del R.R.A.O. è composta solo ed esclusivamente da Acquisitori, che organizzano le numerose esercitazioni ed effettuano lezioni sia al personale corsista sia a molteplici unità dell’Esercito Italiano e di Forze Armate estere.

L’addestramento è attagliato a beneficio di personale  proveniente da altri reparti, FS/FOS e Reparti Convenzionali, come ad esempio il modulo S.E.R.E. “Survival, Evasion, Resistance and Escape“, effettuato ad altissimi livelli. Uno dei punti di forza del R.R.A.O è il valore che viene dato ad ogni singolo uomo che ha scelto di far parte del Reggimento; giunti a reparto, prima di concorrere all’OBOS, il personale viene attentamente preparato dalla Compagnia Corsi, in particolare da un Istruttore “ Tutor ”, che dedica tutta la sua attenzione ai ragazzi. E’ proprio grazie a lui che il personale approccia al corso OBOS con una sicurezza psico-fisica ed una preparazione nelle principali materie militari tali da permettere di superare brillantemente il corso. Gli aspiranti assegnati al reparto, in attesa di frequentare il primo OBOS utile, non vengono impiegati in servizi di caserma, ma vengono indottrinati e preparati per le sfide che affronteranno. Anche durante la fase di specializzazione, il personale viene costantemente seguito da un Tutor, che diventa un vero e proprio punto di riferimento per tutta la durata del corso. I Tutor sono Acquisitori di provata esperienza con alle spalle molteplici missioni all’estero e vari corsi formativi in ambito nazionale ed internazionale.

LE NOSTRE MISSIONI

AFGHANISTAN

IRAQ

LIBIA

SOMALIA

BOSNIA-HERZEGOVINA

FYROM

KOSOVO

LIBANO

185° REGGIMENTO PARACADUTISTI RICOGNIZIONE ED ACQUISIZIONE OBIETTIVI “FOLGORE”

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Descrizione dello Stemma Araldico

Inquartato;

1) campo di cielo al leone leopardito d’oro coronato dello stesso accollato ad una palma al naturale fruttata di rosso e sostenente con la branca destra un’asta di verde di un’insegna svolazzante di rosso, con le estremità bifide, caricata da quattro chiavi dello stesso (Viterbo);

2) d’azzurro alla folgore d’oro in sbarra;

3) d’azzurro alla nebulosa d’argento pure in sbarra;

4) partito: a) d’argento alla croce di rosso col braccio superiore accantonato a destra dal busto di Virgilio al naturale posto di fronte (Mantova); b) di rosso alla croce d’argento a chiave (Pisa).

Ornamenti esteriori:

– lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto: “COME FOLGORE”

SINTESI STORICA

IL 185° deriva dal 1° Reggimento Paracadutisti (II, III e IV btg.) costituito alla scuola di Tarquinia nell’aprile 1941, al comando del Col. Riccardo BIGNAMI, successivamente sostituito dal Col. Giannetto PARODI.

5Il 1° settembre del 1941 il Reggimento si inserì nella 1^ Divisone paracadutisti destinata ad assumere il nome di “FOLGORE” nei primi di agosto del 1942. Alla fine del luglio 1942 mentre la Divisione era in Puglia, al reggimento fu attribuito il numero 185 (con la denominazione 185° Reggimento Paracadutisti “FOLGORE”). Mentre il resto della Divisone fu aerotrasportata in Africa con destinazione El Alamein, il 185° fu trattenuto in Italia con il III btg. (successivamente affiancato dai btg. XI e VIII), quale nucleo iniziale per la costituenda Divisone “NEMBO”. Il 15 settembre 1942 il reggimento, con sede a Firenze, assunse la denominazione di 185° Reggimento Paracadutisti “NEMBO” e fu assegnato alla omonima Divisione costituita a Pisa il 1 novembre 1942. Il 30 maggio 1943 nel corso di una solenne cerimonia a Firenze vennero consegnate le Bandiere di guerra ai reggimenti della “NEMBO” che sfilarono nella città. Nel periodo aprile/giugno 1943 il 185° fu inviato sul Carso per contrastare un’intensa attività di guerriglia da parte dei partigiani Slavi che ostacolava notevolmente i nostri reparti presenti in zona. La controguerriglia, condotta dai paracadutisti con procedimenti assimilabili a quelli della stessa guerriglia, conseguì pieno successo e costrinse i partigiani a emigrare verso altre zone. Nel frattempo il resto della Divisone era stato destinato in Sardegna per assolvere compiti antisbarco e anti aviosbarco. Il 185° fu invece destinato in Calabria, poi in Sicilia per contrastare lo sbarco e l’avanzata delle forze “alleate”. In Calabria, in particolare, il 185° fu impegnato in combattimenti molto aspri di estrema retroguardia al fianco di unità tedesche, dove subì attacchi aerei e gravi perdite.

L’8 settembre 1943, al momento dell’armistizio, tutti i paracadutisti, ovunque fossero, restarono con le armi in pugno agli ordini dei diretti comandanti, rifiutando a chiunque, vecchi o nuovi alleati la consegna delle stesse. Il comandante del III btg. del 185° con circa 100 uomini al seguito, scelse di proseguire la guerra al fianco dei tedeschi, mentre il resto del reggimento rimase fedele al Governo legittimo. Elementi del III btg. al comando del capitano GAY, costituirono il nucleo iniziale del Reparto che assunse successivamente la denominazione di 1° Reparto Speciale Autonomo e infine quella di Squadrone da ricognizione “FOLGORE”. Lo Squadrone operò a partire dal 6 ottobre 1943 alle dipendenze della 1^ Divisione Canadese e in seguito del XIII Corpo d’Armata Britannico.

IL 185° si trasferì nel Salento in attesa di eventi. Il reggimento ricevette in gennaio del 1944 le visite del Gen. MESSE, Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Generale UTILI comandante del 1° Raggruppamento Motorizzato, che erano alla ricerca di unità combattive dopo che il 1° Raggruppamento Motorizzato, dopo i combattimenti e le perdite di Monte Lungo era stato inviato nelle retrovie “per riordinamento”.

 4Quale esito di queste visite il 185°:

fu ristrutturato ed assunse la denominazione di CLXXXV Reparto Paracadutisti ARDITI; cedette aliquote allo Squadrone “FOLGORE”,

ai Servizi Segreti e alla Divisione “PICENO”;

  • entrò in linea ai primi di febbraio, sui monti d’Abruzzo, in mezzo alla neve in uniformi di tela (fu l’unico reparto ad entrare in linea a ranghi completi, senza defezioni che erano invece consistenti in altre unità).

Il 31 marzo il CLXXXV Reparto Paracadutisti ARDITI affiancò il btg. Alpini Piemonte nella conquista di Monte Marrone con una azione su Monte Castelnuovo.  Il 18 aprile 1944 il 1° Raggruppamento motorizzato si trasformò in Corpo Italiano di Liberazione, costituito dalla Divisione “NEMBO” e da due Brigate in una delle quali era inserito il CLXXXV. Alla fine di maggio nel corso della ripresa dell’offensiva il CLXXXV affrontava il presidio nemico di Monte San MICHELE eliminandolo con un’azione decisa ed eroica, nella quale furono decorati di medaglia d’oro al valor militare il S.Ten. BUSSOLIN e di medaglia d’argento al valor militare il Serg.Magg. GHIGNONE.

Il CLXXXV fu poi trasferito al settore Adriatico ove partecipò all’avanzata entrando nella città di Aquila il 13 giugno 1944. Qui fu raggiunto dall’ordine di abbandonare le linee e di portarsi nella zona di Gioia del Colle per prepararsi ad una operazione di aviosbarco in territorio occupato dal nemico (alture del Frignano – MO) per collaborare con reparti di patrioti, in previsione di azioni più consistenti da parte alleata. Tale operazione, denominata “Batepiste”, fu annullata quando il CLXXXV era sull’aeroporto di Gioia del Colle in attesa d’imbarco. La causa dell’annullamento fu dovuta ad un rastrellamento condotto in forze dai tedeschi nella zona di previsto aviolancio, anche perché era venuta a mancare la sorpresa.

3Il CLXXXV rientrò in linea nel gruppo di combattimento “FOLGORE” nella fase finale della campagna, inserito insieme all’VIII btg. Guastatori nel III btg. del reggimento “NEMBO”. Nell’offensiva finale contro la linea Gotica il III btg. “NEMBO” (nel quale era confluito il CLXXXV) si distinse in particolare nella conquista di Tossignano (BO) il 12 aprile 1944.

In prosecuzione, il III btg. “NEMBO” (CLXXXV) fu destinato in Alto Adige per controllo della zona del Brennero con responsabilità estese oltre confine. In tale circostanza una pattuglia al comando del S.Ten. Salmi raggiunse la Vetta d’Italia (quota 2912) issandovi il Tricolore,quale suggello di un lungo cammino iniziato dai paracadutisti d’Italia il 06 ottobre 1943 da Lucera (FG), proseguito sui monti d’Abruzzo,a Filottrano (AN), Grizzano, e concluso a Poggio Rusco e dintorni. Lo Squadrone “FOLGORE”, emanazione del 185°, vide la nascita del suo primo nucleo il giorno stesso dell’armistizio. Il 6 ottobre, una settimana prima della nostra dichiarazione di guerra alla Germania, lo Squadrone, senza attendere ordini si mise a disposizione della 1^ Divisione Canadese per svolgere una rischiosa attività esplorativa sulla zona antistante il settore divisionale, dalla città di Lucera. In seguito il reparto svolse analoga attività nella zona della Maiella, nel corso della quale fu ferito lo stesso comandante GAY. Passato alle dipendenze del XIII Corpo Britannico, lo Squadrone partecipò alla battaglia di Firenze effettuando passaggi notturni dell’Arno, in cooperazione con i patrioti allo scopo di rilevare dislocazione ed entità delle forze di difesa. In tali circostanze il reparto registrò la perdita di otto paracadutisti tra i quali due dei migliori ufficiali. Ai primi del settembre successivo, in un’azione al livello estremo di rischio cadevano eroicamente il Ten. Eldo CAPANNA ed il Serg. Otello BOCCHERINI, entrambi decorati di medaglia d’oro alla memoria. Nel luogo dello scontro, Monte Pomponi (AR), è stato eretto un monumento ai due eroi.

IMG_0001L’attività dello Squadrone si concluse eroicamente con l’operazione “Herring”, un aviosbarco in pianura padana, effettuato insieme alla Centuria “NEMBO” (nella quale erano inseriti anche elementi provenienti dal 185°), il 20 aprile 1945, allo scopo di ostacolare il ripiegamento delle forze tedesche e la loro riorganizzazione a difesa. L’operazione ebbe pieno successo, mentre fu registrata la perdita di dodici paracadutisti dello Squadrone insieme a diciannove paracadutisti della Centuria, oltre ai feriti. Il bilancio delle ricompense dello Squadrone nell’intera campagna registra tre medaglie d’oro e 107 medaglie d’argento, in aggiunta al resto: un vero primato di Valore! Tra i paracadutisti ceduti dal 185° ai Servizi Segreti, che eseguirono una serie di infiltrazioni in territorio occupato, con compiti prevalentemente informativi e di coordinamento con unità di patrioti è degna di particolare menzione quella condotta da una pattuglia sui monti Sibillini, nella zona di Macereto di Visso (MC), il 14 marzo 1944. Nel corso di quella missione, a seguito di un rastrellamento tedesco conseguente ad una delazione, la pattuglia fu circondata e costretta a difendersi all’interno di un’abitazione. Nello scontro caddero il comandante della pattuglia, Ten. Italo GASTADLI e il Serg. Magg. Salvatore MICALE decorati di medaglia d’oro e il C.le Magg. Leandro DARIN FIORETTO decorato di medaglia d’argento.

1In memoria del loro sacrificio è posta una lapide su una parete del santuario di Macereto e un monumento nell’abitato di Visso. Nel dopoguerra il 1 gennaio 1963 fu costituita la Brigata Paracadutisti e, nel suo ambito, fu ricostituito il 1° Reggimento Paracadutisti erede del 1° Reggimento Paracadutisti nato a Tarquinia nel 1941. Il 1° reggimento fu poi sciolto nel 1975 nel quadro della ristrutturazione dell’Esercito. La sua Bandiera fu assegnata al 3° btg. Paracadutisti “POGGIO RUSCO”, il reparto di addestramento per tutta la specialità, erede delle glorie dello Squadrone F e della Centuria “NEMBO”. Il 3° btg. Paracadutisti fu poi trasferito a Firenze nel 1996, passato alle dipendenze del Comando Regione Tosco Emiliana nel 1998 e definitivamente sciolto nel giugno 1998. Nel 2000 il 185° Rgt. Art. Par. si trasformò in 185° R.R.A.O. che ne ereditò la Bandiera.

Nel 2013 si ricostituisce il 185° Rgt. Art. Paracadutisti, con sede a Bracciano, al quale viene restituita la  Bandiera del R.A.O. e riceve in custodia la  Bandiera che appartenne al 1° Reggimento Paracadutisti e al 3° btg. Paracadutisti “POGGIO RUSCO”.